In numerose aziende italiane i dipendenti ottengono mensilmente dei particolari voucher, conosciuti dai più come buoni pasto. Sebbene i buoni pasto possano avere valore variabile, attualmente tale cifra si assesta intorno agli 8 euro. I buoni pasto possono essere concessi ai dipendenti in maniera differente, possono cioè sia essere versati in maniera automatica nella busta paga dei lavoratori, sia consegnati in maniera fisica.
I buoni pasto, per chi non lo sapesse, servono ovviamente ai dipendenti per le pause pranzo, nello specifico per fare la spesa in supermercati convenzionati o per pagare ristoranti che accettano i voucher in questione come valuta. Di seguito nell’articolo cercheremo di approfondire proprio tale tema, sia mostrando il numero dei dipendenti che ottengono i buoni pasto, sia mostrando il costo di un pranzo, mediamente, nel nostro paese. Altresì presenteremo ai lettori l’ultima novità in merito, cioè quello che sembra essere un aumento di due euro che verrà applicato ad ogni buono a partire dai prossimi mesi.
Quanti sono i lavoratori che ricevono tali buoni nel nostro paese?
Secondo le principali stime nel nostro paese ogni mese più di tre milioni di persone ricevono dei buoni pasto, un numero davvero considerevole. Negli ultimi mesi però, l’Associazione delle Società Emettitrici di Buoni pasto ha richiesto ai ministeri italiani, soprattutto quello della Salute e del Lavoro, così come alle principali agenzie che si occupano del benessere dei lavoratori, ed ai sindacati, di aumentare il valore dei buoni pasto in questione per far fronte ai sempre maggiori costi della vita nel nostro paese.
Nello specifico l’ANSEB, ha richiesto un aumento di almeno due euro a tutte le aziende che forniscono i buoni pasto ai propri dipendenti, aumento che porterebbe il valore di ogni singolo voucher a 10 euro. Per molti potrebbe sembrare un aumento simbolico, ma facendo due conti non è proprio così, nello specifico infatti ogni dipendente, con tale aumento, riceverebbe ben 600 euro in più ogni anno per far fronte alle spese relative al cibo ed alle bevande. Va detto, ovviamente, che sebbene la proposta in questione sia stata accolta favorevolmente dalla stragrande maggioranza degli enti prima citati, l’aumento di due euro non risulta, almeno attualmente, ancora ufficiale.

Qualche altra parola in merito
Va detto che, oggettivamente, negli ultimi due anni il costo della vita nel nostro paese è cresciuto a dismisura. Secondo le stime di varie agenzie che si occupano di tali temi, attualmente, nel nostro paese, per effettuare un pasto che comprenda un primo o un secondo, con acqua, caffè, e coperto, i cittadini spendono mediamente almeno 15 euro. Sembra dunque chiaro che tale cifra non possa essere coperta dagli 8 euro attualmente concessi ai lavoratori.
Va altresì asserito che, soprattutto dopo l’avvento del Covid nel 2020, la diffusione a macchia d’olio dello smart working ha permesso a moltissimi lavoratori di non doversi recare “in sede” ogni giorno, ciò implica il fatto che non tutti i giorni i dipendenti sono costretti ad utilizzare il voucher in questione lavorando da remoto. Vi aggiorneremo sicuramente nelle prossime settimane quando speriamo di saperne di più su tale importante questione.