Ecco come il clima modificherà le “mete sciistiche” più famose al mondo

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Scritto da Luca Petrone

Un’analisi recente pubblicata sulla rivista PLOS One ha rivelato che entro la fine del secolo una su otto destinazioni sciistiche potrebbe perdere completamente la sua copertura nevosa naturale a causa dei cambiamenti climatici. Questa previsione ha conseguenze preoccupanti per sette importanti regioni montuose del mondo e potrebbe avere impatti significativi sulle economie locali, sulle specie vulnerabili e sugli appassionati degli sport invernali.

I ricercatori hanno esaminato i dati geografici delle attuali aree sciistiche e dei giorni di copertura nevosa, confrontandoli con modelli climatici che proiettano gli effetti dei cambiamenti climatici in vari scenari di emissioni. Le regioni montuose coinvolte includono le Alpi europee, le Ande, i Monti Appalachi, le Alpi australiane, le Alpi giapponesi, le Alpi meridionali in Nuova Zelanda e le Montagne Rocciose.

In generale, lo studio ha evidenziato una significativa diminuzione dei giorni di neve annui in tutto il mondo a causa dei cambiamenti climatici, indipendentemente dallo scenario di emissioni considerato. Si prevede che l’emisfero meridionale sarà particolarmente colpito, con il 78% delle aree sciistiche nelle Alpi australiane che potrebbero perdere più della metà dei giorni medi di neve all’anno entro il 2100. Approfondiamo questo discorso all’interno del seguente articolo.

Due scalatori su di una bellissima montagna innevata
Due scalatori su di una bellissima montagna innevata-Flo Maderebner-pexels.com

Gli effetti del riscaldamento globale

Come possiamo già chiaramente notare l’eccessivo caldo degli ultimi anni sta causando non pochi problemi al nostro pianeta. Tra stagioni sempre meno piovose con siccità, e fiumi totalmente secchi, possiamo però sicuramente anche annoverare lo scioglimento dei ghiacciai, uno dei più grandi problemi che riguardano il clima di cui si discute ormai da decenni. Proprio a causa di questo clima torrido anche le montagne stanno rischiando sempre più di scomparire, così come la loro caratteristica neve.

Di seguito analizzeremo i dati degli studi condotti dai suddetti scienziati ed analizzeremo nello specifico il caso americano prima di discutere approfonditamente delle percentuali di neve che verranno “perse” dalle grandi cime montuose nei prossimi decenni.

Un bellissimo passo alpino ricoperto di neve
Un bellissimo passo alpino ricoperto di neve-Sandy-pexels.com

Cosa accade invece alla Montagne Rocciose americane?

Soffermiamoci su un caso specifico, quello americano, che riguarda appunto le Montagne Rocciose. Gli Stati Uniti non saranno esenti dagli impatti dei cambiamenti climatici, con una prevista perdita del 37% dei giorni medi annuali di copertura nevosa negli Appalachi e del 23% nelle Montagne Rocciose. Stando ai ricercatori, nonostante questa perdita, le Montagne Rocciose manterranno una relativa affidabilità in termini di innevamento, con una previsione di 202 giorni medi di copertura nevosa all’anno entro la fine del secolo.

La prospettiva più allarmante è che entro la fine del secolo, il 13% delle attuali aree sciistiche mondiali potrebbe perdere completamente i giorni di copertura nevosa. Inoltre, si prevede che un ulteriore 20% subirà una diminuzione di almeno il 50%. Questi impatti saranno più significativi nelle aree ad alta densità di popolazione rispetto a quelle meno popolate, e la copertura nevosa per tutto l’anno nelle attuali destinazioni sciistiche “quasi scomparirà in tutto il mondo”, secondo le previsioni dei ricercatori.

In alternativa, è probabile che le destinazioni sciistiche si spostino verso altitudini più elevate e che la stagione sciistica si prolunghi fino alla primavera. Sebbene tecniche come l’innevamento artificiale e l’adattamento fisico dei pendii possano ritardare il processo di scioglimento, è improbabile che compensino completamente la perdita di neve nei scenari climatici più estremi.

La diminuzione dei giorni di neve annuali è fonte di preoccupazione sia dal punto di vista socio-economico che ecologico, come evidenziato dai ricercatori. Questo potrebbe portare a impatti economici sulle stazioni sciistiche e sulle economie locali, alla riduzione della biodiversità nelle aree montane e all’espansione dell’industria sciistica in territori più freddi man mano che la copertura nevosa diminuisce.