Il fallimento del lancio Soyuz diretto verso la Stazione Spaziale Internazionale, analizziamo insieme quanto accaduto

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Scritto da Luca Petrone

Nel seguente articolo ci occuperemo di scienza, più nello specifico degli astronauti e dei loro incredibili viaggi oltre il nostro pianeta. Obiettivo dell’articolo che segue è il riportare ai lettori un evento svoltosi il 21 Marzo 2024, un razzo russo, con a bordo astronauti anche americani, è stato costretto ad abortire la sua missione a causa di malfunzionamenti che si sono palesati pochi minuti prima della partenza. Analizziamo insieme l’accaduto, e come, un razzo ultra tecnologico possa palesare dei problemi.

La Russia ha dovuto fermare il lancio di tre astronauti diretti verso la Stazione Spaziale Internazionale poco prima della partenza prevista giovedì 21 Marzo, ma fortunatamente per l’equipaggio nessun tipo di problema. Il razzo russo Soyuz, che doveva portare l’astronauta della NASA Tracy Dyson, ed anche Oleg Novitsky e Marina Vasilevskaya, è rimasto a terra sulla piattaforma di lancio di Baikonur, in Kazakistan.

Il lancio è stato interrotto da un sistema di sicurezza automatico circa 20 secondi prima dell’orario previsto, fissato per le 13:21 GMT. Sia la società spaziale russa Roscosmos che la NASA hanno confermato che l’equipaggio è al sicuro, e il capo di Roscosmos, Yuri Borisov, ha annunciato che il prossimo tentativo di lancio verrà riprogrammato in tempi brevi. Borisov ha informato i giornalisti che gli esperti hanno rapidamente individuato la causa dell’interruzione del lancio, attribuendola a un calo di tensione in una delle fonti di energia che alimentano il tecnologissimo dispositivo.

Una bellissima foto che mostra lo spazio aperto
Una bellissima foto che mostra lo spazio aperto-Felix Mittermeier-pexels.com

Lo spazio come ultimo luogo di coesione tra Russia ed Occidente

La Stazione Spaziale Internazionale, un simbolo di cooperazione internazionale nel periodo post-Guerra Fredda, rimane una delle poche aree di “unione” tra Russia e Occidente nonostante le tensioni legate all’azione militare russa in Ucraina. La NASA e i suoi partner continuano ad aspirare alla gestione dell’avamposto orbitante fino al 2030.

Per Dyson, questo avrebbe segnato il terzo viaggio verso la struttura orbitale, dove avrebbe trascorso sei mesi. Novitsky, al suo quarto volo verso l’avamposto orbitante, e Vasilevskaya, alla sua prima missione spaziale come primo astronauta del suo paese, avrebbero dovuto rientrare sulla Terra dopo 12 giorni in orbita. I tre astronauti avrebbero dovuto unirsi all’equipaggio della stazione, che includeva gli astronauti della NASA Loral O’Hara, Matthew Dominick, Mike Barratt e Jeanette Epps, oltre ai cosmonauti di Roscosmos come Oleg Kononenko, Nikolai Chub e Alexander Grebenkin.

Foto che mostra la partenza di un razzo avvolto nel cielo pieno di stelle
Foto che mostra la partenza di un razzo avvolto nel cielo pieno di stelle-Edvin Richardson-pexels.com

Il programma spaziale russo degli ultimi anni

La Russia ha costantemente fatto affidamento su versioni modificate dei razzi di progettazione sovietica non solo per i suoi satelliti commerciali, ma anche per il trasporto di equipaggi e carichi verso la Stazione Spaziale Internazionale. Sebbene l’equipaggio non fosse stato messo in pericolo, l’interruzione del lancio di giovedì 21 è stata un’altra battuta d’arresto significativa per il programma spaziale russo. Questo incidente ha fatto seguito al fallimento del lancio nell’ottobre 2018, quando un razzo Soyuz che trasportava l’astronauta della NASA Nick Hague e Alexei Ovchinin di Roscosmos verso la Stazione Spaziale Internazionale ha avuto problemi meno di due minuti dopo il decollo, costringendo la loro capsula di salvataggio ad effettuare un atterraggio di emergenza.

Durante quell’incidente, Hague e Ovchinin hanno sperimentato un breve periodo di assenza di gravità quando la loro capsula si è separata dal razzo malfunzionante ad un’altitudine di circa 50 chilometri, prima di sopportare forze gravitazionali 6-7 volte superiori a quelle terrestri durante la discesa, che è stata più ripida del previsto. Il fallimento del lancio del 2018 è stato il primo incidente di questo tipo per il programma con equipaggio russo in oltre tre decenni. Vi aggiorneremo sicuramente appena si avranno nuove notizie certe sul quando il prossimo razzo diretto sulla Stazione Spaziale Internazionale compirà il suo viaggio.