I gatti sono molto più dipendenti dagli umani di quanto si crede

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Scritto da Luca Petrone

Parlare con i propri animali domestici è un’abitudine molto diffusa e spesso lo facciamo con una voce infantile, da bambini, supponendo di avere davanti un bebè e non un felino di piccole dimensioni. Il risultato è che a volte i gatti finiscono con il riconoscerla ma… con quali conseguenze?

Iniziamo subito con il condividere che stando a un recente studio condotto da un gruppo di ricercatori francesi attraverso tre serie di test utilizzando 16 gatti, i gatti non solo sono più reattivi alla voce del loro padrone che a quella di un estraneo, ma potrebbero anche essere in grado di capire quando il loro umano sta parlando direttamente a loro. Ma come mai?

Sempre secondo le analisi effettuare finora, il motivo è da ricercarsi nel fatto che i gatti sono molto più capaci di quanto si possa pensare nel distinguere tra la “voce da bambino” del padrone e la sua voce “normale” quando parla ad altri esseri umani.

Per Charlotte De Mouzon, autrice principale dello studio, questa sarebbe un’ulteriore prova che dimostra l’esistenza di un attaccamento molto forte tra gatti e umani: un rapporto che è importante da tenere a mente, perché per decenni si è pensato che i gatti fossero creature molto indipendenti, che volessero solo cibo e riparo, e che non si preoccupassero degli umani.

La preparazione per il test

Prima di condurre i test, i ricercatori hanno registrato i proprietari mentre pronunciavano frasi che in genere rivolgevano al proprio gatto, utilizzando due toni diversi. I proprietari hanno prima chiesto “Vuoi un dolcetto?” e “Vuoi giocare?” usando il “cat directed speech” (CDS), il linguaggio dei bambini. Hanno anche detto “Ci vediamo dopo” e “Come stai?” in CDS. Quindi, hanno ripetuto queste frasi nel modo in cui parlerebbero normalmente a un altro adulto.

I proprietari sono stati registrati mentre pronunciavano il nome del gatto. Sedici donne, che non erano le proprietarie dei gatti, hanno anche pronunciato i nomi dei gatti in un microfono. Tutte le registrazioni sonore così effettuate sono state poi utilizzate nei test.

I tre test si sono svolti tutti a casa del gatto, con la presenza del proprietario e di un ricercatore, ma i proprietari non hanno interagito con i loro gatti durante l’esperimento. I test sono stati condotti a casa del gatto per evitare che, a causa dell’ambiente nuovo, i comportamenti indotti dallo stress potessero entrare in conflitto con lo studio.

Per misurare l’entità delle risposte del gatto, gli sperimentatori hanno utilizzato registrazioni video e un software speciale per tracciare la durata delle reazioni comportamentali del gatto prima e dopo la riproduzione delle registrazioni. A questi risultati è stato poi assegnato un “punteggio comportamentale”. Più alto era il punteggio, maggiore era la reazione del gatto alla specifica registrazione vocale.

Le prove, ecco cosa è accaduto

Terminata la fase di preparazione, i ricercatori hanno voluto valutare in che modo i gatti rispondevano a un estraneo che li chiamava per nome: delle cinque registrazioni fatte ascoltare al gatto, solo la quarta era quella del proprietario che pronunciava il nome del gatto. Ebbene, dieci dei 16 gatti hanno reagito sentendo il loro padrone, mentre per il resto si sono disinteressati.

Nel secondo test, i ricercatori hanno fatto ascoltare al proprietario del gatto la stessa frase per cinque volte. Quattro registrazioni erano identiche, ma una di esse riproduceva il proprietario con la sua voce da bambino. La maggior parte dei gatti ha reagito alla voce acuta del padrone, implicando, in sostanza, che sono in grado di percepire una differenza.

Nell’ultimo test sono state utilizzate solo voci di estranei. Hanno pronunciato la stessa frase cinque volte, ma in una delle registrazioni hanno usato la loro voce da bambini. Questa volta, 11 su 16 non hanno registrato una risposta comportamentale significativa alla voce dell’estraneo.

Quindi, sulla base dei risultati, i ricercatori hanno concluso che i gatti sono in grado di distinguere quando il loro padrone (e solo il loro padrone) sta parlando con loro.

C’è, però, un limite: tutti i gatti dello studio erano domestici e questo potrebbe aver influenzato il motivo per cui i gatti non hanno reagito alle voci sconosciute, dato che di solito non sono esposti a persone sconosciute…