L’India si sta preparando ad ospitare il più grande parco del mondo che si occuperà di generare energia pulita

Foto dell'autore
Scritto da Luca Petrone

Nel cuore dell’India occidentale, un progetto ambizioso si sta sviluppando sotto la guida di Sagar Adani, il quale dirige Adani Green Energy Limited (AGEL), una sussidiaria del conglomerato Adani Group. Questo progetto mastodontico prevede la trasformazione di vaste aree di deserto arido e salato in una delle più grandi fonti di energia pulita al mondo, visibile persino dallo spazio. Il costo del progetto è stimato intorno ai 20 miliardi di dollari e comprende la costruzione di un enorme impianto solare ed eolico nello stato del Gujarat.

Quando sarà ultimato, tra circa cinque anni, il Khavda Renewable Energy Park diventerà il più grande parco rinnovabile del mondo, in grado di generare energia pulita sufficiente per alimentare circa 16 milioni di case indiane. Questo progetto assume un’importanza cruciale per l’India, poiché il paese si impegna a ridurre l’inquinamento e a raggiungere gli obiettivi climatici, mentre affronta il crescente fabbisogno energetico della nazione. È significativo notare che nonostante il predominio del carbone nell’attuale mix energetico indiano, iniziano a emergere progetti innovativi che segnano una transizione verso fonti energetiche più pulite e sostenibili.

Altre informazioni sulla questione

Situato a soli 20km da uno dei confini più tesi del mondo, che separa l’India dal Pakistan, il parco occupa una vasta estensione di oltre 500 chilometri quadrati, si prevede che diventerà la centrale elettrica più grande del pianeta. È previsto un investimento di 100 miliardi di dollari nella transizione energetica entro il prossimo decennio, con circa il 70% di questi investimenti destinati all’energia pulita.

Questa mossa verso l’energia pulita da parte del gruppo Adani giunge in un momento cruciale in cui l’India si sta ponendo ambiziosi obiettivi climatici. Il primo ministro Narendra Modi ha promesso che entro la fine del decennio, il 50% del fabbisogno energetico dell’India sarà coperto da fonti rinnovabili come energia solare ed eolica. Nel 2021, Modi si è anche impegnato affinché l’India raggiunga le emissioni nette pari a zero entro il 2070, pur rimanendo indietro rispetto alle economie occidentali.

Il governo indiano ha fissato l’obiettivo di raggiungere una capacità di generazione di elettricità da fonti non fossili pari a 500 gigawatt entro il 2030. AGEL, come la più grande azienda di energia rinnovabile del paese, si propone di contribuire almeno al 9% di questa capacità. Questi sforzi riflettono un impegno significativo verso la sostenibilità energetica e l’abbattimento delle emissioni di carbonio nell’ambito della transizione verso un futuro più verde ed ecologico.

L’economia indiana ed il fabbisogno elettrico del paese

Secondo gli esperti, l’India è in una posizione favorevole per registrare una crescita economica annua di almeno il 6% nei prossimi anni, potendo addirittura diventare la terza economia mondiale entro la fine del decennio. Con il suo sviluppo e la sua modernizzazione, ci si aspetta un significativo aumento della popolazione urbana, con un’impressionante espansione della costruzione di abitazioni, uffici, negozi e altre strutture. Gli analisti prevedono che l’India aggiungerà ogni anno una quantità di popolazione urbana equivalente a quella di una città come Londra.

La domanda di elettricità è destinata a crescere in modo esponenziale nei prossimi anni, stimolata da vari fattori tra cui il miglioramento del tenore di vita e l’impatto del cambiamento climatico. Le ondate di calore estreme, che hanno causato vittime in tutto il paese, hanno innescato un aumento della richiesta di condizionatori d’aria, il cui possesso è destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni.

Entro il 2050, si prevede che la domanda di energia elettrica generata dai condizionatori d’aria domestici in India supererà addirittura il consumo energetico totale attuale dell’intero continente africano, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA). Questo evidenzia la necessità di un rapido adattamento delle infrastrutture energetiche e una maggiore attenzione all’efficienza energetica per soddisfare la crescente domanda e garantire la sostenibilità del settore energetico nel lungo periodo.