Perché le proteste degli agricoltori continuano?

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Scritto da Luca Petrone

Come vediamo ormai da mesi, le proteste degli agricoltori non si sono mai fermate, anzi. Tutti gli agricoltori del territorio europeo si trovano davanti ad una problematica comune, nonostante vengano da paesi diversi: le nuove politiche del Green Deal, che mira a rendere l’Europa il primo continente al mondo a impatto climatico zero entro il 2050, non sono realisticamente applicabili all’agricoltura al momento.

Dunque, c’è un crescente malcontento in questo ambito per le politiche ambientali proposte, e in questo scenario così teso, i partiti populisti di destra sono riusciti ad ottenere consenso, presentandosi come loro portavoce in parlamento europeo. In effetti, in seguito alle proteste, i leader dell’UE hanno deciso di non applicare più alcune delle misure più controverse di questo Green Deal. Per esempio, la Francia e la Germania non adotteranno più politiche che avrebbero avuto un impatto negativo sui prezzi del gasolio per gli agricoltori. Oltre a questi casi specifici, l’Europa ha allentato i vincoli sull’uso di fertilizzanti inorganici e pesticidi, che da anni gli esperti ambientali chiedono di togliere dal commercio.

In sostanza, il parlamento europeo si trova davanti ad un vero e proprio bivio dove, da una parte, si vorrebbero sviluppare delle riforme ambientali che possano migliorare le condizioni del pianeta in futuro, dall’altra, vi è una rivolta da parte di chi pagherebbe il prezzo di questo sacrificio, in un momento di crisi economica non indifferente.
La domanda sorge spontanea: esiste un modo per poter costruire economie più ecosostenibili, in un modo che sia politicamente sostenibile?

Questa è una domanda difficile da rispondere. La verità è che siamo in grave ritardo sull’applicazione di soluzioni più ecosostenibili, poiché, per quanto l’UE voglia diminuire le emissioni di fossili combustibili come diesel e gas per ridurre l’inquinamento, allo stesso tempo dovrebbe, poi, essere capace di finanziare una alternativa per gli agricoltori. Ma soprattutto, questi stessi agricoltori, che hanno convissuto e subito le conseguenze del riscaldamento globale per decenni, cercano oggi anche dei risarcimenti per i raccolti e le terre perse per via di incendi e alluvioni.

incendi naturali-RDNE Stock project-Pexels.com
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Insomma, nonostante, secondo dei sondaggi più dell’80% dei cittadini europei trovano che il cambiamento climatico sia una emergenza da risolvere, l’UE si ritrova comunque a dover fronteggiare i partiti populisti e le proteste sempre più violente.

A primo impatto, gli agricoltori europei sembrano essere relativamente tutelati dal parlamento europeo, poiché offre grandi sovvenzioni che però tendono a finire per lo più in mano a grandi imprese, lasciando quelle più piccole con cifre misere o addirittura nulle. Non solo, ma gli agricoltori hanno anche sofferto molto dell’innalzamento dei costi in generale, dovuto, per esempio, alla guerra in Ucraina, dopo la quale il mercato delle materie prime è stato compromesso negativamente. Sempre in relazione all’Ucraina, le politiche applicate dall’UE hanno anche consentito una esportazione di grano ucraino senza tassazione. Questo porta, ovviamente, anche ad un prezzo inferiore rispetto al grano importato da altri paesi produttori in Europa, che inevitabilmente hanno visto la loro richiesta scendere nel mercato.

agricoltura-Mark Stebnicki-Pexels.com
agricoltura-Mark Stebnicki-Pexels.com

Ci troviamo quindi davanti a quello che sembra essere un piano messo in atto in modo leggermente superficiale. Di fatto, gli agricoltori si sono lamentati di come si voglia cambiare brutalmente il loro modo di lavorare, quando chi decide queste innovazioni sono spesso politici urbani che non comprendono totalmente in che modo abbia effetto sulle loro vite. Eppure, arrivati ai livelli di oggi, è impensabile che non vi si debbano applicare nuove riforme per salvare, se si può ancora, il pianeta. Al momento, il Parlamento sta affrontando una grande sfida alla quale dovrà trovare una soluzione funzionale e applicabile per tutti.