Quanto è etica l’azienda Apple? Le proteste del Congo contro il colosso del Tech

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Scritto da Luca Petrone

La questione etica coinvolge da sempre le grandi multinazionale. O meglio, da sempre si è posta ma solo negli ultimi anni è diventata davvero centrale nel dibattito. Questi colossi della tecnologia e dei prodotti a grande distribuzione in generale, per permettersi di soddisfare la mole globale di clientela, hanno bisogno di una forza lavoro immensa.

Per questo motivo preciso spesso ricorrono a quella più economica: i lavoratori provenienti dai paesi in via di sviluppo come l’Africa o il sud-est asiatico, luoghi ricchi di risorse ma estremamente poveri, sono stati spremuti come delle arance per secoli dai ricchi uomini occidentali senza pagare praticamente nessuna conseguenza fino a qualche decennio fa.

Se adesso per lo meno se ne parla e ci sono gli strumenti legislativi per (in teoria) punire chiunque violi i diritti fondamentali dell’uomo e dei lavorativi, non è certo plausibile ritenere che queste aziende così potenti ed influenti non riescano ad aggirare tali divieti. La questione che tratteremo quest’oggi riguarda la Apple, la stessa che ha prodotto molto probabilmente il telefono o il computer da cui stai leggendo questo articolo. Da anni si dichiara una azienda molto attenta all’etica e ai diritti dei suoi dipendenti, ma lo è davvero?

La Repubblica Democratica del Congo sta esercitando moltissima pressione nei confronti del colosso big tech per ottenere quante più informazioni possibili circa la sua catena di approvvigionamento in quella regione.

Lo scorso settembre, il presidente del Congo Felix Tshisekedi si è confrontato con lo studio legale  Amsterdam & Partners LLP per dare il via ad una serie di indagini volte a mettere luce sulla catena di approvvigionamento di stagno, tungsteno e tantalio. Questi minerali sono tristemente noti come quelli a 3T, i principali obiettivi di esportazioni illegali, nonché le risorse che costringono i lavoratori spesso a condizioni estreme per estrarli dalle miniere.  

Lo stesso ha inviato lo scorso Lunedì una missiva domandando al CEO di Apple, Tim Cook, una serie di quesiti basate principalmente sui timori che attanagliano una terra colma di dolore e povertà, nonché guerra civile. Insomma, un equilibrio già fragile che l’azienda americana rischia di disturbare ulteriormente.

protesta a favore del clima cartellone con scritta per il nostro pianeta
protesta a favore del clima cartellone con scritta per il nostro pianeta-Markus Spiske-pexels.com

Secondo un rapporto risalente allo scorso anno, addirittura il 100% dei cantieri riconducibili alla catena di produzione per i prodotti Apple fabbricati nel 2023 erano stati oggetto di una investigazione condotta da terze parti specializzate in questi territori e nei minerali 3T. Il Congo è il principale produttore mondiale di tantalio insieme al Ruanda, nonché il primo produttore di rame e cobalto, un ingrediente chiave e preziosissimo per la costruzione delle batterie elettriche.

La rivoluzione tecnologica e ambientale dell’elettrificazione di tutti i mezzi di trasporto è comunque ricca di insidie: quanto incide il progresso e la modernizzazione di tutti i nostri dispositivi indispensabili sulla qualità di vita già precaria dei nostri fratelli più sfortunati?