Il reddito di libertà, il sostegno alle donne vittime di violenza

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Scritto da Luca Petrone

Il nostro Paese, all’interno del panorama europeo, è uno dei più colpiti dal divario di genere e dagli atti di violenza contro le donne. Nonostante gli sforzi del governo nel tentare di introdurre nuove misure preventive e di tutela, sembra che la situazione non stia migliorando significativamente.

I tragici dati rivelano che in Italia una donna viene uccisa per femminicidio quasi ogni giorno. Recentemente, diversi episodi di violenza estrema hanno scosso la società, portando il tema della violenza sulle donne al centro del dibattito pubblico. Nonostante la questione sia sempre più centrale oggi come oggi, la risoluzione di questa problematica rimane sfuggente. Oggi presentiamo ai lettori un nuovo “beneficio” per le donne che subiscono violenze di vario genere, un sistema messo in piedi dall’INPS e dal governo per cercare di sostenere proprio le donne vittime di atti orribili e violenti. Procediamo dunque con l’articolo analizzando nello specifico proprio il cosiddetto “reddito di libertà”.

In cosa consiste questo nuovo “beneficio” offerto alle donne?

In un tentativo di assistere le donne in situazioni di difficoltà, il governo ha introdotto recentemente un nuovo beneficio chiamato “reddito di libertà”. Questo bonus fornisce un sostegno economico alle donne che si trovano in situazioni svantaggiate, offrendo loro un incentivo finanziario per affrontare le difficoltà che incontrano nel quotidiano.

Nel 2024, l’INPS ha emesso una nuova circolare riguardante il reddito di libertà, un sostegno economico destinato alle donne vittime di violenza, il cui valore è di 400 euro mensili. Questa misura è stata introdotta nel 2020 e prevede l’erogazione di tale importo per un massimo di un anno, rivolto alle donne senza figli o con figli non minorenni che sono assistite da un centro anti-violenza.

L’obiettivo principale di questa iniziativa è di fornire un sostegno sia economico che psicologico a queste donne, considerando che i costi della terapia possono essere molto elevati e non accessibili a tutti. Nel corso del 2024 però  il reddito di libertà ha subito alcune modifiche da parte del nuovo governo vigente nel nostro paese, soprattutto per quanto riguarda l’inserimento nel mondo del lavoro.

Una donna vittima di violenze domestiche che sanguina dal naso
Una donna vittima di violenze domestiche che sanguina dal naso-MART PRODUCTION-pexels.com

Analizziamo le novità apportate nel 2024 legate al lavoro

Recentemente, l’INPS ha comunicato ufficialmente che nel 2024 sono previsti dei cambiamenti per il reddito di libertà, concentrati principalmente sull’inserimento lavorativo delle beneficiarie. Per incentivare i datori di lavoro ad assumere queste donne, lo Stato ha deciso di offrire un’esenzione dai contributi previdenziali: in pratica, se un datore di lavoro assume una donna beneficiaria di questo reddito, non dovrà versare le tasse sui suoi contributi previdenziali.

Questa esenzione è temporanea e dipende dal tipo di contratto stipulato con la singola donna che lavora per una determinata azienda: nel caso di un contratto a tempo determinato, l’esenzione dura 12 mesi, mentre nel caso di un contratto a tempo indeterminato, dura 18 mesi. A prescindere dal tipo di contratto stipulato l’ammontare massimo di esenzione annuale risulta essere sempre di 8000 euro. Nei prossimi mesi ci saranno aggiornamenti in tal senso, dunque continuate a leggerci per non perdere nessuna notizia.